I bollettini di Data Hub sono degli estratti delle Puntate del servizio Dati in Primo Piano (DPP), a cura dell’Avv. Rosario Imperiali d’Afflitto.
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Uso promiscuo di strumenti aziendali: e-mail e auto – 1

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La gestione dei dati personali dei lavoratori è uno dei punti di frizione tra organizzazione dell’impresa o dell’Ente e tutela della persona: le stesse informazioni che servono per sicurezza, continuità operativa, efficienza e difesa in giudizio possono trasformarsi – se raccolte o consultate senza limiti – in strumenti di controllo e in una compressione indebita della dignità e della riservatezza.

In questo bilanciamento non basta “avere uno strumento aziendale”: occorre progettare processi e configurazioni tecniche che riducano il dato al necessario, separino in modo credibile la sfera privata e attivino, quando ricorrono i presupposti, le garanzie lavoristiche (in particolare, quelle dello Statuto dei lavoratori). Il tema, in questa prospettiva, interessa allo stesso modo il settore privato e quello pubblico, perché le medesime logiche di efficienza, sicurezza e continuità operativa devono sempre misurarsi con i limiti posti a tutela della persona che lavora.

I provvedimenti del Garante del 18 dicembre 2025 ribadiscono che l’acquisizione di dati non pertinenti (o l’accesso indiscriminato a comunicazioni “miste”) inquina alla radice la liceità del trattamento e aumenta l’esposizione sanzionatoria e reputazionale.

L’argomento formerà oggetto di due puntate dell’Alert di Dati in Primo Piano, sviluppate sul medesimo filo conduttore e in modo complementare: (1) Black box su veicoli aziendali e punteggi di rischio: quando il sistema integra un potenziale controllo a distanza e perché i viaggi privati non possono essere “assorbiti” nel trattamento; (2) Email dell’ex dipendente: disattivazione, risponditore automatico, divieto di inoltro sistematico e limiti all’accesso alla corrispondenza per esigenze di continuità o difensive.

Comportamenti di guida dei dipendenti

Il provvedimento del 18 dicembre 2025 (doc. web n. 10213711) trae origine da un reclamo relativo all’installazione, a partire dal giugno 2023, di dispositivi telematici satellitari (c.d. “black box”) sui veicoli aziendali dell’azienda per rilevare i comportamenti di guida di alcuni dipendenti che avevano ricevuto in dotazione l’auto aziendale.

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