La Corte di giustizia dell’Unione europea compie un passo rilevante nella ridefinizione del ruolo delle piattaforme digitali. La sentenza della Corte di giustizia del 2 dicembre 2025, resa nella causa C‑492/23 (Russmedia Digital), interviene su una questione rilevante: fino a che punto una piattaforma può dirsi estranea agli effetti del trattamento dei dati che rende possibile. Il gestore di un marketplace non può più rifugiarsi nella neutralità tecnica quando la pubblicazione di contenuti implica il trattamento di dati personali, soprattutto se sensibili. L’accountability si colloca a monte, sulla progettazione del servizio e sulla prevedibilità dei rischi. In controluce, la pronuncia dialoga con il Digital Services Act e anticipa la logica risk‑based dell’AI Act, delineando un modello di governance dei dati fondato sulla progettazione responsabile. Fatti Nel 2018, un utente anonimo ha pubblicato su un mercato online gestito dalla società Russmedia un annuncio menzognero in cui si offrivano servizi sessuali a nome della ricorrente. L'inserzione conteneva il numero di telefono e le fotografie della vittima, inseriti senza il suo consenso. La piattaforma ha rimosso l'annuncio a meno di un'ora dalla segnalazione, ma i contenuti erano già stati copiati e riprodotti su altri siti web. La ricorrente ha quindi fatto causa per ottenere il risarcimento […]
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