Il 10 febbraio scorso il Consiglio UE, nella riunione degli ambasciatori degli Stati membri, ha approvato la bozza in prima lettura del Regolamento ePrivacy conferendo mandato alla presidenza portoghese per l’intrapresa del negoziato col Parlamento UE per l’accordo di compromesso sul testo finale. Un bel traguardo, raggiunto dopo quattro anni dalla pubblicazione della proposta della Commissione e dopo tre anni e mezzo dalla proposta in prima lettura del parlamento UE. ePrivacy, vita privata e comunicazioni elettroniche Il considerando (1) della proposta di Regolamento ePrivacy - che una volta approvato sostituirà la direttiva 2002/58/CE - ricorda che «(l)’articolo 7 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (“Carta”) tutela il diritto fondamentale di ogni persona al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e delle proprie comunicazioni». Oggetto di tutela e interazione col GDPR La protezione sulle comunicazioni elettroniche si applica sia alle persone fisiche sia, in generale, alle informazioni relative a entità giuridiche. La tutela riguarda la dimensione privata e non discrimina in merito alla natura delle informazioni le quali, quindi, sono tutelate anche se non consistono in “dati personali”. Nel caso in cui le informazioni relative alle comunicazioni hanno natura di “dati personali”, si registrerà una interazione tra le due discipline del […]
VUOI CONTINUARE LA LETTURA DELL'ARTICOLO?
Sei abbonato ma non visualizzi il contenuto? Potrebbe non essere incluso nel tuo abbonamento.
Supporto: datahub@imperialida.com