Il 17 settembre 2025 il Parlamento italiano ha approvato in via definitiva la legge recante “Disposizioni e delega al Governo in materia di intelligenza artificiale” (legge n. 132/2025 in GU n. 223 del 25/9/2025). Il provvedimento, collegato alla manovra di bilancio, introduce una cornice normativa nazionale per la governance dell’IA, affiancandosi all’AI Act [Regolamento (UE) 2024/1689] e intervenendo su aspetti non coperti dalla disciplina europea o rimessi agli Stati membri.
La legge risponde alla rapida crescita del mercato nazionale dell’IA (1,2 miliardi di euro nel 2024, +58% rispetto al 2023) e alla necessità di bilanciare opportunità e rischi, con particolare attenzione alla protezione dei dati personali, alla trasparenza, alla sicurezza e ai diritti fondamentali.
La legge si compone di 28 articoli suddivisi in sei capi, con principi generali, disposizioni settoriali (sanità, lavoro, PA, giustizia), strategie nazionali, tutele per utenti e diritto d’autore, norme penali e finanziarie.
Si affianca all’AI Act europeo, che ha preminenza sulle norme nazionali, e si applica agli ambiti lasciati alla disciplina degli Stati membri.

L’Editoriale aveva già fornito una lettura di dettaglio del disegno di legge (AS 1146 B) nelle puntate del 5/9/2024,19/9/2024 e 17/10/2024.
Inoltre, l’Alert del 25 settembre 2025 ha esaminato le interazioni tra la nuova legge IA e il connesso trattamento di dati personali nella sanità.
Introduzione
La legge n. 132 rappresenta un intervento normativo di rilievo nel panorama italiano dell’intelligenza artificiale, ma al tempo stesso introduce una significativa stratificazione normativa rispetto al quadro già esistente. In particolare, molte delle sue disposizioni si innestano su un tessuto regolatorio già complesso, composto a livello europeo dall’AI Act (Reg. UE 2024/1689) nonché, in ambito di dati personali, dal GDPR e dal Codice Privacy (D.Lgs. 196/2003).