I bollettini di Data Hub sono degli estratti delle Puntate del servizio Dati in Primo Piano (DPP), a cura dell’Avv. Rosario Imperiali d’Afflitto.
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Protezione dei dati personali e LLM

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Negli ultimi anni, i modelli linguistici di grandi dimensioni (Large Language Models, LLM) hanno assunto un ruolo centrale nello sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa. Questi modelli, basati su architetture neurali avanzate come i transformer, sono in grado di comprendere, generare e manipolare il linguaggio naturale con un livello di sofisticazione senza precedenti. La loro versatilità li rende strumenti potenti in una vasta gamma di applicazioni: dall’assistenza virtuale alla generazione automatica di contenuti, dalla traduzione linguistica alla sintesi di documenti complessi.

Il funzionamento degli LLM si fonda su un processo di addestramento intensivo, che richiede l’elaborazione di enormi quantità di dati testuali, spesso raccolti da fonti pubblicamente accessibili sul web. È proprio in questa fase che emergono alcune delle questioni più delicate e controverse in materia di protezione dei dati personali. Come evidenziato nel documento pubblicato dalla Data Security Council of India (DSCI), l’addestramento degli LLM può implicare l’utilizzo di dati personali non sempre raccolti in modo conforme ai principi fondamentali delle normative sulla privacy, come il GDPR dell’Unione Europea.

In particolare, l’uso di dati “pubblicamente disponibili” non esclude automaticamente la necessità di rispettare obblighi informativi, limiti di finalità, principi di minimizzazione e diritti degli interessati. Inoltre, la natura generalista e adattabile degli LLM rende difficile definire ex ante le finalità del trattamento, ostacolando l’applicazione di concetti giuridici tradizionali come il titolare e il responsabile del trattamento. A ciò si aggiungono le problematiche legate alla trasparenza, alla conservazione dei dati e alla possibilità per gli utenti di esercitare i propri diritti in modo effettivo.

Questa puntata dell’Editoriale intende quindi analizzare le tensioni tra il funzionamento tecnico degli LLM e i principi giuridici della protezione dei dati personali, con l’obiettivo di evidenziare le aree critiche e proporre spunti di riflessione per un’evoluzione normativa e tecnica più armonica.

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