Il primo filone degli addebiti mossi dall’antitrust italiana contro Facebook, avviato il 6 aprile 2018 a contestazione di presunte pratiche commerciali scorrette da questa attuate nell’uso dei dati personali dei propri utenti/consumatori, è giunto a conclusione. Il Consiglio di Stato (“CdS”) si è pronunciato con sentenza del 29 marzo 2021, riunendo i ricorsi in appello ricevuti per opposti motivi da AGCM e Facebook (“FB”); con tale decisione il CdS ha respinto entrambi gli appelli, così confermando la sentenza del TAR del Lazio n.260 del 2020 il quale, a sua volta, era stato chiamato da FB a pronunciarsi in merito al provvedimento sanzionatorio dell’autorità. Sintesi Decisione TAR n. 260/2020 Con la sentenza n. 260/2020, il TAR del Lazio aveva confermato La decisione del TAR aveva invece annullato la seconda sanzione, di pari importo, irrogata dall’AGCM per presunta pratica aggressiva riscontrata dall’autorità nell’adozione da parte di FB di un meccanismo preselezionato di autorizzazione generalizzata alla condivisione dei dati personali degli utenti, a fini commerciali, con altre piattaforme/app di soggetti terzi non identificati. Anzichè poter manifestare una volontà attiva e positiva riguardo a tale pratica, agli utenti veniva concesso solo di opporsi (opt-out) mediante la deselezione dell’autorizzazione, da effettuare in più contesti ed in modo non agevole. […]
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