Che Papa Leone XIV abbia dedicato la sua prima Lettera Enciclica all'Intelligenza Artificiale è, di per sé, un segnale di enorme portata. Promulgata a Roma, presso San Pietro, il 15 maggio 2026, Magnifica Humanitas (MH) si articola in un'Introduzione, cinque capitoli e una Conclusione, per un totale di 245 paragrafi. L'approccio seguito dal Pontefice si inserisce nel solco della Dottrina Sociale della Chiesa: non si limita a una lettura sociologica, ma interpreta le res novae del nostro tempo alla luce della Verità rivelata, in dialogo con le scienze umane. L'Enciclica entra così nel cuore del dibattito sull'IA, riportandolo ai temi della responsabilità, del limite e del bene comune. Seguendo l'arco narrativo dell'Enciclica, questa puntata attraversa il bivio ideologico del nostro tempo, la critica del paradigma tecnocratico, le sue ricadute sul lavoro e sulla guerra, fino all'appello a "disarmare" l'IA per edificare una nuova civiltà dell'amore. Il Bivio Ideologico: Babele o Gerusalemme? Di fronte alla pervasività delle tecnologie emergenti, l'Enciclica ci avverte che non siamo chiamati a limitarci a un banale 'sì' o 'no' (MH, par. 9). Il Papa delinea invece due potenti icone bibliche entro cui si decide il nostro tempo: possiamo innalzare una nuova Torre di Babele, oppure ricostruire le mura di Gerusalemme […]
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