L’Autorità di controllo italiana è intervenuta nuovamente in merito ad attività di telemarketing non conforme alla disciplina applicabile, irrogando una delle maggiori sanzioni pecuniarie: 26,5 milioni di euro. Il provvedimento - che ha riguardato anche violazioni di altra natura - è stato emesso a conclusione di un’articolata istruttoria promossa a seguito di numerosi reclami e segnalazioni di utenti. “Do not call” italiano Quasi contemporaneamente, giungeva a termine l’iter di approvazione del nuovo regolamento per il Registro Pubblico delle Opposizioni (RPO), l’equivalente italiano delle soluzioni “Do not call” di altri paesi sia europei che extra-UE. Il Consiglio dei ministri del 21 gennaio ha approvato il testo definitivo che verrà adottato con decreto del Presidente della Repubblica, in sostituzione del DPR n. 178/2010, come previsto dalla legge n. 5/2018. I lavori di riforma hanno richiesto esattamente quattro anni. Il RPO riformato consentirà a tutti gli utenti registrati (riguardo alle pertinenti utenze nazionali fisse o mobili o cosiddette “riservate”) di opporsi a qualsiasi tipo di telefonata commerciale (sia automatizzata sia mediante operatore) nonchè all’uso del proprio indirizzo pubblicato sull’elenco telefonico per l’invio di posta cartacea per la diffusione di materiale pubblicitario o per la vendita diretta, per il compimento di ricerche di mercato […]
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